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Asma, come si presenta, cos’è e come si manifesta

Buon giorno cari lettori, come promesso ecco qui l’articolo sull’asma, spero sia di vostro gradimento.

Eziologia:

Iniziamo definendo cos’è l’asma in se.

Essa è una patologia infiammatoria cronica delle vie aeree, importante da seguire e trattare, poiché i casi più gravi potrebbero portare il paziente a manifestare insufficienza respiratoria, scompenso cardiaco, fino ad arrivare alla morte.

Ovviamente tutto questo in quei casi gravissimi, dettati da una crisi allergica.

I fattori scatenanti scrisi allergiche di dividono in:

Esogeni:

Questi daranno origine ad una tipologia asmatica detta atopica, cioè conseguente una crisi allergica.

Diciamo che nella maggior parte dei casi, un soggetto manifesterà tale patologia, come conseguenza allergica.

Si parla di fattori esogeni poiché, come fa comprendere il termine, non sono elementi già all’interno del nostro organismo, riguardanti il nostro cariotipo, ma provengono dall’esterno, sensibilizzano l’individuo e scatenano una cascata infiammatoria, che dopo spiegherò dettagliatamente.

Tali fattori sono molteplici, tra questi possiamo distinguere:

1.polvere: uno degli elementi facilmente sensibilizzanti l’uomo.

2.farina

3.obesità: un fattore negativo dal punto di vista “ asmatico” dato che l’essere in sovrappeso comporta liberazione di citochine( proteine infiammatorie ) più frequente rispetto un’individuo normo-peso

4.sport: un soggetto asmatico, può praticare sport, a meno che presenti una forma molto severa di asma.

Ovviamente lo sport che può essere praticato deve essere di tipo aerobico, come il nuoto ad esempio. Si raccomanda di non praticare sport all’esterno, durante le giornate fredde, poiché ciò comporterà essiccamento della mucosa respiratoria, quindi disepitelizzazione, quindi liberazione di mediatori infiammatori.

Inoltre non deve essere praticato sport all’interno di piccoli luoghi polverosi.

5.fumo: il fumo di sigaretta una volta immesso in circolo, scatena una fortissima reazione infiammatoria, che peggiora e sensibilizza maggiormente il paziente asmatico.

6. Farmaci: a volte si posso avere crisi asmatiche dettate da ripetute assunzioni di acido acetilsalicilico ossia aspirina, poiché la sua azione andrà a bloccare l’azione della COX ossia ciclo-ossigenasi, che a sua volta inibiva il rilascio di Leucotrieni. Quest’ultimi, verranno quindi immessi in circolo, scatenando una reazione infiammatoria. Essi sono molecole lipidiche, con azione vasocostrittiva ed infiammatoria.

Genetici:

Così come lo stesso termine fa intuire, ciò riguarda qualcosa che deriva da noi stessi, dal nostro corredo genetico, infatti al contrario dell’asma di tipo atipico, qui non è possibile comprendere quale sia l’esatto fenomeno scatenante crisi asmatiche.

Tale tipologia è riscontrabile in più membri della stessa famiglia, infatti il medico che deve visitare il paziente, prima di tutto per comprendere se si tratta di asma allergica o genetica, andrà ad indagare riguardo l’anamnesi familiare.

Se padre e madre di un bambino sono soggetti asmatici, il bambino al 60% di possibilità, presenterà asma.

Patogenesi:

Per patogenesi si intende il modo in cui la patologia si manifesta, progredisce e si sviluppa.

I carsici principali che rappresentano tale patologia sono:

•Infiammazione delle vie aeree:

L’infiammazione delle vie aeree sarà conseguenza di una predominanza di linfociti Th2 sui linfociti TH1.

Ciò avviene maggiormente nei luoghi maggiormente “puliti” ossia dove le condizioni igieniche sono migliori, quindi il rischio di entrare a contatto con determinati microrganismi è minore.

Dico questo poiché un’eventuale contatto con microrganismi patogeni a livello immunologico, comporterebbe un’aumento di linfociti th1 come difesa, le quali citochine IL-2( interleuchina 2) ed Interferon gamma, andrebbero a predominare sui linfociti Th2.

Quindi in un certo senso è come dire che l’essere in un ambiente “pulito” ha abbassato le difese immunitarie.

Al contrario invece, l’essere infettato spesso da agenti virali come Rinovirus favorisce la sensibilizzazione del paziente, e quindi il manifestare asma.

Il processo infiammatorio inizia con l’aumento di linfociti Th2, le quali citochine IL-4, IL-5, IL-13 andranno a stimolare i linfociti B, che produrranno IGE.

Quest’ultime si legheranno a mastociti, da qui si avrà liberazione di istamina e quindi reazione allergica ed asma.

Dopo la prima sensibilizzazione, la seconda crisi sarà più rapida e più severa, dato che le IGE non dovranno legarsi ad i masticati, ma si troveranno già legati, tramite un legame a ponte, a due di essi.

A volte entrano in gioco anche un’altra tipologia di linfociti, anche se raramente, i linfociti Th17, con la propria interleuchina 1 IL-1, solitamente ciò deriva da una stimolazione esterna data da fumo di sigarette ed inquinamento atmosferico.

•Iper reattività bronchiale:

I mediatori infiammatori prodotti andranno a stimolare sistema simpatico e vagale, centri di controllo della “broncocostrizione” essi verranno stimolati, così che il soggetto in piena crisi asmatica, manifesterà broncospasmo quindi dispnea e fame d’aria.

A volte l’iper reattività bronchiale può anche essere conseguenza di alcuni farmaci, come ad esempio l’aereosol, che a lungo andare può sensibilizzare il paziente, ed comportare broncocostrizione.

Rimodellamento delle vie aeree:

Ossia cambiamento conformazionale del tessuto respiratorio, dato da ripetute infiammazioni, che si amnifestano, hanno periodi di miglioramenti e poi si ripresentano.

È come se avessimo una ferita, dopo un po’ guarisce,grazie ai vari meccanismi di coagulazione, si formerà la cosiddetta “ crosta”. Se al momento della sua formazione eliminiamo quel tappo che l’organismo ha creato, la ferita peggiora ed il tessuto in questione andrà nuovamente a deteriorarsi. Successivamente guarirà di nuovo, se andassimo ad eliminare nuovamente la crosta, appena formata, andremo di nuovo a deteriorare il tessuto, peggiorando la situazione.

È un po’ come in questo esempio fatto, una continua sollecitazione da parte dei mediatori infiammatori, comporterà a lungo andare un rimodellamento delle vie aere.

Infatti si avrà iperplasia ed ipertrofia della muscolatura liscia e dei miociti.

Cambiamento conformazionale delle cellule caliciformi.

Ipertrofia delle ghiandole mucilage, infatti un’individuo in piena crisi asmatica, si presenterà ostruito da muco, trasudato e presenterà anche edema. Da qui la difficoltà respiratoria.

Crisi asmatica:

Il culmine della patologia, si ha nel momento in cui il soggetto sta avendo una crisi asmatica, dato che durante i giorni in cui non presenta sintomi, se compiessimo una spirometria, secondo la gravità ovviamente dell’asma, si avranno valori pressoché normali, al contrario in piena crisi si potrà parlare di un paziente con sindrome ostruttiva reversibile ( poiché al contrario di altre patologie, come BPCO ossia broncopatia cronico ostruttiva, vi saranno periodi silenti e poi riacutizzazioni)

In piena crisi a livello clinico il soggetto che viene visitato manifesterà durante le varie Fasi:

Ispezione: il medico vedrà un respiro aritmico, frequente, rapido, quindi detto Tachipnoico

Palpazione: si avrà riduzione nel normale FVT ( fremito vocale tattile)

Percussione: iperfonesi

Auscultazione: fischi e simili, segni tipici dell’asma, e nei casi più gravi si avrà silenzio respiratorio, con conversione della normale tosse in rantolo.

Nei casi più gravi il soggetto potrà manifestare insufficienza respiratoria, con ipossiemia, ossia riduzione della pressione parziale di ossigeno, compensata da un’ipercapnia, ossia aumento della pressione parziale di CO2. Il paziente ipossiemico, sarà cianotico, debole, in stato di confusione mentale.

Diagnosi:

Strumentale: con TAC ed RX per poter compiere una diagnosi differenziale, ossia mettere a confronto diverse patologie simili, come BPCO, o neoplasie, per avere la certezza che la patologia in questione è proprio quella che pensiamo sia, in modo da poter somministrare la terapia adatta.

Ad esempio, la BPCO, al contrario dell’asma presenterà anche enfisema polmonare, pertanto tramite TAC possiamo escludere BPCO nel caso in cui il polmone abbia ancora la normale elasticità funzionale.

Bioptica: analizzare una piccola porzione tissutale, per vedere se presenti in esso eosinofili, basofili, e granulociti neutrofili, tipici di una reazione infiammatoria.

Act test: test in cui il medico deve comprendere quanto sia grave l’asma, tramite cinque domande che riguardano la frequenza durante la settimana, l’affaticamento, l’aver compiuto attività quotidiane con difficoltà, il presentare crisi asmatiche notturne. Secondo le risposte del paziente, e dopo una successiva spirometria, si potrà comprendere la gravità, per poter poi somministrare il corretto quantitativo di cortisone.

La spirometria avrà indice di Tiffeneau minore del 70%, ciò determina ostruzione. Esso consiste in un rapporto tra VEMS( flusso espiratorio massimo) e FVC( capacità vitale, ossia somma dei volumi respiratori). Il rapporto sarà basso, poiché un’istruzione comporterà difficoltà espiratoria, di conseguenza il VEMS sarà minore dell’FVC, e quindi il rapporto sarà inferiore del 70%.

Terapia

La terapia si basa sulla somministrazione di glucocorticoidi come il prednisone e broncodilatori come il salbutamolo( ventolin)

Se il soggetto ha avuto una forte crisi asmatica, verranno somministrati 400mg di salbutamolo, corrispondenti a circa 4 spruzzi di spray, e 50mg/die per 7-10 giorni di glucocorticoidi.

Vi sono altri farmaci come la Teofillina, adrenalina( nei casi gravi di shock anafilattico), i B2-agonisti, gli anti-leucotrieni.

Spero che l’articolo sia piaciuto, spero non vi siano errori di battitura, dato che l’ho appena scritto dal cellulare, durante la mia pausa.

Per domande, curiosità, o correzioni non esitate a chiedere.

Un bacio cari lettori, e buona lettura ☺️💪🏼

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