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12 capitolo del mio racconto- principale sospettato

Enrico sentiva che non c’era da fidarsi di quei due individui, apparsi così dal nulla.

Non ricordava di aver mai sentito la ragazza parlare di loro.

Doveva comunque fare qualcosa, scoprire di più, e l’unico modo per scoprire di più, era continuare la lettura del diario della dolce Brigitte.

Aveva già letto delle porzioni in precedente, che non davano a vedere nulla di strano, la vita di una normale ragazza del tempo.

Leggeva concentrato nella sua camera mentre al piano di sotto, la moglie parlava con Sabina

“ mia piccola bambina, un giorno crescerai e tutto questo qui intorno sarà tuo” disse Lady Mary mentre camminava mano nella mano con la figlia, lungo i Verdi viali.

“ mamma, quindi io vivrò in giardino da grande?” Domando la bimba con stupore.

Lady Mary sorrise alla domanda ingenua e tenera della figlia e disse “‘ma no tesoro mio, intendevo che sarai una bellissima duchessa, e questa casa con tutti i suoi possedimenti sarà tua “

“‘Ma quindi potrò essere sia come Papá, che come te ?” Domando la bimba entusiasta.

“ potrai essere qualsiasi cosa tu voglia” rispose la donna, fermandosi e prendendo in braccio la figlia.

“Ricorda solo, che qualsiasi cosa accada, la mamma ti ha sempre voluta bene”

Continuarono insieme la passeggiata, sorridendo felici e spensierati, come se in fondo non esistesse nient’altro all’infuori di loro.

Enrico balzò dalla sedia, aveva scoperto un’episodio, forse fondamentale per il caso.

Leggeva e le scene si formarono in mente.

Era la sera dell’appuntamento tra Brigitte e Frederick. La ragazza era emozionata ma preoccupata allo stesso tempo.

In fondo nonostante fossero amici di infanzia, non conosceva davvero bene quell’uomo, perché il tempo lì aveva allontanati, erano cresciuti, le strade si erano divise però vedeva in lui qualcosa che l’affascinava.

Nonostante fosse di famiglia nobile, aveva sempre condotto una vita semplice, sui monti, facendo ciò che più amava, badare al suo gregge.

Prima di recarsi all’appuntamento col ragazzo, incontrò una sua cara amica, L’amica che per lei era come sorella Lady Diane.

Si incontrarono nei pressi del mercato, e non appena furono insieme si abbracciarono come se il tempo non fosse mai passato, come se non fosse trascorso già un’anno dal loro ultimo abbraccio.

Purtroppo Diane, per motivi lavorativi del marito, era costretta a girare spesso, non aveva una vera casa stabile, ma non appena poteva, tornava sempre a Parigi, solo per riabbracciare la sua dolce migliore amica, e specialmente sorella.

Entrambe avevano sempre ritenuto che non servisse un vero legame di sangue per volersi bene, ma bastasse la fiducia, la lealtà, l’amore e l’affetto.

“ cara amica mia, quanto tempo, mi sei mancata, devo raccontarti tante cose, ma iniziamo da questa. Stasera uscirò con un ragazzo molto affascinante, il suo nome è Frederick. È un nobile, molto di classe, delicato. Anche se a volte, ho come l’impressione di vedere in lui qualcosa che non mi convince al cento per cento.

Ma non capisco esattamente di cosa di tratti”

Raccontò la ragazza alla sua amica, senza tralasciare alcun dettaglio. In fondo un rapporto di amicizia deve essere fondato su basi solide e radici forti, avevano sincerità tra di loro ed onestà !

“ se non ti fidi, non andare, non sento che accadranno cose positive stasera, ho come un brutto presentimento, non andare!”

“ no! Io faccio di testa mia, seguirò il mio cuore”

“Non volevo offenderti o ferirti, sai che ti considero una sorella, e come tale, ti do i consigli che avrei suggerito a me stessa.

Non conosci quell’uomo, non credi sia strano che improvvisamente voglia uscire con te ? È pur sempre un nobile, abituato al lusso, allo sfarzo, alla vita semplice. Tu sei una ragazza semplice, di umile famiglia, cosa pensi possa volere da te un uomo come lui? “ disse Diane preoccupata e severa.

Brigitte riflettè un secondo, poi sorridendo rispose

“ so che ti preoccupi per me, l’hai sempre fatto, non sei stata solo amica, ma sorella ed anche mamma a volte. Mi hai rimproverata come farebbe un padre e coccolata come una madre, ma stai serena non accadrà nulla di grave. Domani che ne dici se ci vediamo e ti racconto tutto? “ disse gioiosa Brigitte stringendo le mani dell’amica, che al vederla sorridere felice ricambio lo sguardo sorridente, nonostante in cuor suo una grande preoccupazione l’affliggeva.

Passarono le ore, ed il tempo dell’incontro tra Frederick e la ragazza si restringeva.

Fu orario di cena.

Dalla finestra Brigitte impaziente, vide avvicinarsi una carrozza. Scrutò attentamente la figura di chi stava al suo interno.

Scese un uomo, era lui…

Lei uscì, lo salutò ed insieme si recarono in uno dei ristoranti Parigini più importanti del tempo, il “Grand Vèfour”

“Sei felice mia cara? Dopo la cena se vi va, potremmo andare a teatro, vi piacciono le commedie ? “Chiese gentilmente l’uomo

“In realtà non molto, amo leggere, in particolare modo libri di cultura, filosofia, medicina, politica. Come ben sapete , io e mio fratello siamo sempre stati degli accaniti rivoluzionari” disse Brigitte con aria fiera

“ lo so, e sono sempre stato convinto, che la vostra aria rivoluzionare, fu la condanna a morte di vostro fratello”

“ non vi permettete, sono affari miei e del mio defunto fratello, non sono affar vostri”rispose adirata Brigitte, allentandosi di colpa dal ragazzo, guardandolo con aria di sfida.

“ mi scuso se sono sembrato offensivo, come ben sapete mio fratello ed io, siamo sempre stati amici intimi di vostro fratello, pertanto la sua morte ci ha distrutti..abbiamo ritenuto di attribuire la colpa al suo spirito politico utopistico, ma non volevo essere scortese.” Frederick sì sentì mortificato, non era sua intenzione ferire la ragazza, o parlar male del fratello, voleva semplicemente spiegare che secondo lui i tempi erano duri, e prendere una posizione politica così diversa da quella consona del tempo, poteva essere stata una scelta azzardata, che l’aveva condotto alla morte.

Si recarono, in silenzio, preso il locale da lui proposto.

L’aria sembrava essersi calmata, Brigitte ricominciava a sorridere e scherzare.

Guardarono il menù e disse

“ sicuro che potete permettervi di offrirmi una cena qui, mi sembra uno dei locali più costosi che io conosca, siete un’amico di famiglia, per me sarebbe andata bene anche una semplice passeggiata in vostra compagnia” la ragazza sorrise.

“Su via, non scherzate, pensate a scegliere ciò che più desiderate, non lavoro per nulla” rispose il ragazzo sorridendo

“ che lavoro fate? Sapevo aveste il vostro gregge, ma non credevo vi occupaste d’altro” disse Brigitte con stupore

“ Si, in effetti è un bel po’ che non ci vediamo, mi occupo di giornalismo”

“ davvero? I miei complimenti, non lo sapevo, mi farete leggere qualche vostro articolo?”

“ ma certo, quando volete “ rispose Frederick sorridendo.

La cena proseguì.

Al termine, si avviarono verso la carrozza per raggiungere il teatro.

Una volta dentro, Brigitte disse “ vi ringrazio per la cena, era tutto buonissimo, dall’antipasto, al vino, al dessert. Non vorrei essere scortese nel rifiutare il vostro invito a teatro, ma mi sento un po’ stanca, e mi gira un po’ la testa, sarà per via del vino, potreste accompagnarmi a casa per favore “. Era molto felice di come si era svolta la cena, finalmente aveva avuto modo di svagarsi un po’ distraendosi dal solo lavoro svolto a palazzo. Inoltre avere vicino qualcuno che come lei aveva amato il fratello, le faceva sentire come se lui fosse un po’con loro.

Si avviarono verso il palazzo.

Per ingannare l’attesa Frederick offri alla ragazza un po’ di vino, che lei accettó. Insieme brindarono alla conclusione della serata.

Arrivati, Brigitte si apprestò a salutare l’uomo, che le si avvicinò, e la salutò.

Fin li tutto normale.

Il suo stupore entrò in gioco quando lui le si avvicinò di nuovo, la tirò violentemente per un braccio, e le mise le mani addosso.

Tentò di baciarla contro il suo volere.

Lei si divincolò, gli diede uno schiaffo e corse fuori dalla carrozza.

Piangendo entrò a palazzo, e si rintanò in camera sua.

L’amica aveva ragione, non era un’uomo di cui fidarsi. Gli aveva dato fiducia, non credeva potesse provare a violentarla.

Si sentiva umiliata, ferita, e tradita. Lo considerava un membro della famiglia. Cosa avrebbe pensato il fratello, come si sarebbe sentito se avesse visto come quel depravato, aveva tentato di violentare la sorella.

In quel momento si sentì debole, impotente, come se fosse sola al mondo, senza più nessuno.

Enrico completó di leggere e pensò “ lo sapevo!”

Doveva indagare, a questo punto della situazione Frederick poteva essere l’omicida della ragazza, che come vendetta d’orgoglio, l’aveva uccisa per non essersi concessa a lui.

Si sentiva pieno di rabbia, desiderava scendere al piano di sotto, prendere per la gola quell’uomo ed ucciderlo.

Ma doveva pazientare ed esser certo della sua teoria.

(C)2018-19febbraio2018 Sonia La Rosa

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