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10 Capitolo- Nicolas

Frederick si sentì male al solo suono di quelle parole, non pensava sarebbe potuta accadere una cosa simile a Brigitte, quella povera umile ragazza che era stata strappata così alla vita.

Divenne pallido, sembrò che stesse per svenire, ma riuscì a contenere la sua rabbia e tristezza.

Chiese quasi senza voce -come è successo?-

Lady Mary lo guardò diritto negli occhi, e disse- non lo sappiamo, si pensa possa esser stato un omicidio, ma non ne abbiamo ancora la certezza. L’abbiamo trovata priva di sensi in cantina, durante la celebrazione dell’anniversario di matrimonio con mio marito. Purtroppo non c’era nulla da fare, era già morta.-

Nicolas abbracciò il fratello che scoppio in lacrime, lo strinse forte e gli disse di farsi forza, perché nonostante la distanza fisica, lei gli sarebbe stata vicina col cuore.

Nel frattempo Enrico, dopo aver ripreso il diario della ragazza, continuò a leggerlo. Completò la storia della sua vita, scoprendo che da ragazza aveva più volte manifestato interessi politici rivoluzionari, insieme al fratello Andre, erano spesso in prima linea nei cortei e nelle varie manifestazioni controcorrente.

Insomma, era una ragazza che amava e desiderava il cambiamento, voleva che le donne avessero maggior voce in capitolo, che venissero considerate altrettanto importanti come gli uomini, anche nel campo lavorativo e non solo nelle faccende domestiche.

Il fratello l’aveva sempre appoggiata, Brigitte lo descriveva come “il suo unico vero amore”, per lei era tutto. Dopo la morte dei genitori, suo fratello le aveva fatto da padre e da madre. Aveva avuto il pugno duro di un padre e le parole dolci e tenere di una madre.

Si parla anche di un altro ragazzo nel diario, un certo Nicolas, descritto come il miglior amico di Andre.

Era un ragazzo buono, brillante, molto sveglio ed acuto, e secondo le parole di Brigitte voleva molto bene al fratello.

Enrico si immerse nella lettura del diario a tal punto da sentirsi dentro la storia.

-Andre, smettila, non devi seguire sempre ciò che dice tua sorella, hai delle responsabilità immense, crescere una famiglia sulle tue spalle, lo capisco, sei solo un ragazzo di diciotto anni, ma non per questo devi incoraggiarla in tutto. Rifletti, prendere parte a queste manifestazioni rivoluzionarie è pericoloso, porterebbero uccidervi entrambi!- Nicolas tentava disperatamente di salvaguardare l’amico che per lui era come un fratello, non voleva che si mettesse in pericolo.

-stai tranquillo, sai il bene che ti voglio, per me sei come un fratello, quindi ogni tuo consiglio, ogni parola che viene detta da te per me ha un gran peso. Ti prometto che sarò sempre prudente, continuerò a partecipare ai cortei e prendere posizione in difesa degli ideali miei e di mia sorella, ma dentro di me non scorderò mai le tue raccomandazioni, starò attento. Te lo prometto.- detto questo abbracció l’amico e lo strinse forte a se.

Brigitte ascoltò la conversazione, seduta nelle scale che portavano al piano superiore, senza che loro potessero vederli.

Si sentì dispiaciuta per quelle parole, magari Nicolas aveva ragione, suo fratello poteva trovarsi in pericolo, forse non avrebbe dovuto spingerlo ad andare con lei in quelle manifestazioni, e forse neanche lei sarebbe dovuta andare. Ma non poteva rinunciare ai suoi ideali, i suoi valori, suo padre era un grande seguace di Robespierre , non voleva deluderlo, voleva renderlo fiero di lei. Anche se lui ormai non c’era più, lei sentiva che in fondo era sempre con lei, l’unica cosa che desiderava era renderlo orgoglioso.

Enrico terminò la sua lettura. Portó con se il diario lo ripose nel cassetto della scrivania del suo studio.

Si chiedeva chi fosse Nicolas, e perché lei avesse tenuto nascosto il suo ideale rivoluzionario.

L’aveva sempre considerata una ragazza tranquilla, che amava i bambini, tutto tranne che rivoluzionaria.

Pensò, magari a tutto quello c’era una connessione, chissà forse la persona che aveva compiuto l’omicidio, sempre considerando l’ipotesi che ancora non vi era la certezza che la morte fosse avvenuta per mano di qualcuno. Doveva scoprire chi fosse Nicolas e parlare con lui.

Improvvisamente entrò in camera la piccola Sabina che chiamava il papà – papà papà, Mi manca Brigitte, con lei giocavamo sempre a nascondino, ed ora mi manca tanto. Giocheresti con me ?- chiese la bimba afferrando la gamba del papà.

-certo piccola mia, non appena terminerò di sbrigare il laboro che sto facendo, ti prometto che giocheremo insieme- ripose Enrico sorridendo e prendendo in braccia la bimba, che felice risposte

-grazie papà, sei il migliore del mondo- lo strinse con le sue manine, e le sembró come se il mondo fosse perfetto nelle braccia del suo papà.

Enrico la strinse e poi le disse – andiamo dalla mamma, sicuramente ci starà aspettando, oggi è una bellissima giornata dovremmo andare a fare una passeggiata tutti insieme, che ne dici piccola ?-

– che bello papà, siiii, andiamooo-

-allora su, andiamo a chiamare la tua mamma, l’hai vista ?-

– si papà, è giù parlava con due signori, che sono appena arrivati-

– sai chi fossero ?- chiese Enrico curioso

– uno aveva un none buffo, ha detto di chiamarsi Frederick, e l’altro Nicolas- rispose la bimba con naturalezza e semplicità.

Enrico la fissò, e pensò – Nicolas…che coincidenza, non sarà forse il Nicolas di cui parlava Brigitte nel suo diario ?- doveva scoprirlo ed indagare sulla vicenda, la ragazza meritava giustizia.

Scesero insieme giu all’ingresso, per salutare i due ospiti sconosciuti

©2018-02 Febbraio 2018 Sonia La Rosa

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