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Seconda parte della storia

Continuando da dove eravamo rimasti ieri…

Enrico era raggiante di gioia per le parole della figlia, una bimba così piccola ma allo stesso tempo così profonda. I bambini sono gli esseri più puri e semplici che potremmo incontrare, e quel momento lo rese ancora più gioioso, poiché lo fece riflettere sulla gente del popolo. La rivoluzione aveva portato tante ferite tra la gente, tante morti, devastazioni, e tutto solo per il desiderio del potere, suo zio Carlo era talmente ossessionato dal potere, che nulla lo fermava, neanche la morte ingiusta ed inutile di tutta quella gente.

Almeno grazie alla passione per le arti mediche che aveva coltivato fin dalla giovane etá, gli avevano permesso di dare un piccolo contribuito per alleviare le sofferenze di tanta povera gente che non meritava tanta sofferenza.

5 Agosto 1835

Era una bellissima giornata soleggiata e calda di agosto.

Parigi illuminata dal sole in tutto Il suo splendore, sembrava bella come non mai, alla pari di un quadro di Manet.

A corte il duca Enrico e la moglie Mary festeggiavano il loro sesto anniversario di matrimonio.

Grande festa avevano organizzato a palazzo, si contavano circa 80 invitati, tra parenti stretti, amici e colleghi.

In cucina la servitù si apprestava a preparare con attenzione tutto ciò che era stato richiesto da Lady Mary, la quale sul cibo riponeva molta attenzione. Era una donna molto precisa, e lo chef Fabian sapeva bene come accontentarla al meglio. Stava preparando una delle sue pietanze preferite: potage, rôti che era una tipologia particolare di arrosto tipico francese, e le escargots, amate in particolare modo da Enrico.

Lo chef Fabian sapeva bene che bisognava accontentare un po’ le richieste di tutti, ma sapeva anche che il duca era sempre molto accondiscendente e tranquillo, pertanto lady Mary era da seguire con maggiore attenzione, per quanto riguarda l’ambito culinario.

Lady Mary si accingeva a raggiungere le sue stanze per prepararsi al meglio per l’occasione, nel mentre incontró la domestica di fiducia e le disse :

-Brigitte, per piacere mi aiuterebbe a scegliere il miglior vestito per la serata ? Lei sa bene quanto io mi fida del suo buon gusto nel vestire – sorrise, ponendo una mano sulla spalla della ragazza, che ricambió col sorriso.

-certo signora, per me sarebbe un’ onore contribuire a rendere più bella questa serata così importante per voi-

Insieme raggiunsero il piano superiore, dove era ubicata la stanza della signora Mary.

Brigitte era la domestica più fidata e dolce che Mary avesse mai conosciuto. Nonostante la sua giovane etá, di soli venticinque anni, amava il suo lavoro, e vi si dedicava con tutta se stessa. Era un piacere vederla girare per il palazzo canticchiando felice per le stanze, con la sua aria raggiante e felice, dove passava Brigitte, entrava la felicità.

Così la definiva Mary, per lei quella ragazza era luce, gioia e felicità.

Scelsero insieme un bellissimo abito color cipria, perfetto sulla carnagione chiara e delicata di Lady Mary. Lei lo indossò e disse:

-sai Brigitte, forse non ti ho mai ringraziato tanto per tutto ciò che fai per me da tanti sei anni a questa parte. Vorrei esprimerti la mia riconoscenza ed il mio affetto-

-non deve- la interruppé Brigitte imbarazzata

-fammi parlare cara- riprese seria Lady Mary – come stavo dicendo, sei la domestica più fidata, quella alla quale darei la mia vita nelle mani, perciò voglio dimostrarti il mio affetto facendoti un dono-

Si avvicinò alla credenza dove era riposto il suo portagioie e lo aprí, ne uscì un ciondolo bellissimo, a forma di cuore. Si diresse verso Brigitte, la guardò , le prese le mani e lo ripose tra le sue dita e disse -apparteneva a mia nonna, la quale lo donó a mia madre che lo donó a me, io dovrei a mia volta donarlo a mia figlia, ma so già che lei ne avrà tanti gioielli, quindi questo voglio regalarlo a te. Si dice che questo ciondolo si regala a qualcuno che consideri amico, qualcuno di cui ti fidi. É facile avere una figlia e fidarsi, ma non é altrettanto facile trovare una persona al di fuori della famiglia, fedele come te. Pertanto é tuo, come ricordo della mia piccola amicizia e del mio affetto nei tuoi confronti.

Brigitte la guardò commossa, l’abbraccio forte , e la ringrazio piangendo per la felicità.

Nel frattempo Sabina giocava col papà, il quale mentre si preparava, faceva di tutto per inventare dei giochi con la figlia, per rendere più piacevole l’attesa dei preparativi e della serata. Si sentiva felice per quel giorno, del resto era il loro anniversario, ma sentiva come se qualcosa lo turbasse, come se si aspettasse qualche brutta notizia da un momento all’altro. Così penso tra se e se :

-stai sereno, sará semplicemente l’ansia, ci saranno tanti ospiti stasera tra cui alcune tra le figure nobiliari più importanti…ma andrà tutto per il meglio, rimarranno soddisfatti della serata- tiró un respiro profondo, e ritorno verso Sabina che sul letto giocava in mezzo ai vestiti che lui aveva preparato.

Ore 21…arrivó il primo invitato…

Continua al prossimo episodio …

 

© 2018- 20 gennaio 2018  Sonia La Rosa

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